Roberto Ceolin presenta l’area Pachuka per la Caccia al Tesoro del Campanile di San Marco al Lido di Venezia

“Sono iniziati i preparativi per la Caccia al Tesoro del Campanile di San Marco con le scuole – spiega Vittorio Baroni – in spiaggia al Lido cercheremo i pezzettini del Paron de Casa per creare i mosaici da esporre in Piazza San Marco”.

In questo video Roberto Ceolin presenta l’area del Pachuka. La mattina di lunedì 11 aprile 2022 (programma a breve) ospiterà 250 persone tra alunni delle scuole, insegnanti, organizzatori, tutor, supporter, autorità e sponsor dell’evento.

IL TESORO DEL CAMPANILE

Le forti mareggiate di inizi gennaio 2021 avevano spinto Lido Oro Benon ad approfondire l’origine dei materiali arrivati in spiaggia tra la zona di San Nicolò e l’ex Ospedale al Mare. I lavori del MOSE hanno deviato le correnti del litorale smuovendo il fondale dove, nel 1902, furono gettate le macerie del Campanile di San Marco al largo del Lido. Da alcuni anni le mareggiate e i vortici d’acqua generati dalla lunata fronte diga di San Nicoletto, riportano in spiaggia il tesoro storico affettivo del Paron de Casa che ammonta a oltre 1.200.000 mattoni.

SCUOLE PARTECIPANTI

Ecco le scuole partecipanti al progetto El Paron de Casa con i relativi colori associati alle classi: VENEZIA Istituto Comprensivo Dante Alighieri, 4^A Scuola Renier Michiel, colore rosso; VENEZIA 4^ Istituto Cavanis, colore azzurro; VENEZIA 4^ Istituto Caburlotto, colore oro; BURANO Istituto Comprensivo Ugo Foscolo, 4^ Scuola Di Cocco, colore celeste; S. ERASMO Istituto Comprensivo Ugo Foscolo, Pluriclasse Scuola Vivarini, colore arancio; MARGHERA, Istituto Comprensivo Filippo Grimani, 4^D Scuola Grimani, colore verde; MESTRE Istituto Comprensivo Francesco Querini, 4^B Scuola Querini, colore rosa; CHIRIGNAGO Istituto Comprensivo Cristoforo Colombo, 4^B Scuola Colombo, colore giallo, FAVARO Istituto Comprensivo Ilaria Alpi, 4^ Scuola Collodi, colore ciclamino.

LABORATORIO LIPU

Durante la Caccia al Tesoro sarà attivo un laboratorio di educazione ambientale e scientifico in collaborazione con la LIPU. Sarà condotto da Giovanna Mitri esperta in scienze ambientali con la partecipazione di Antonio Borgo, naturalista e zoologo. Dal Pachuka alla spiaggia sarà allestito un corridoio di icone segnaletiche “VENEZIA È FAVOLOSA” per proteggere i nidi del Fratino nell’Oasi San Nicolò del Lido di Venezia.

STUDENTI TUTOR

Assieme all’Istituto Tecnico Marinelli Fonte di Venezia Engim Veneto è già stato effettuato un sopralluogo con l’insegnate Arianna Torresin e gli studenti tutor organizzativi (v. foto). All’evento sarà attivo anche un gruppo di studenti reporter che documenteranno la Caccia al Tesoro. I giovani saranno coordinati dalla campionessa del remo Gloria Rogliani, Dirigente Sportivo dell’Istituto che ha sede nel sestiere di Dorsoduro, affianco alla Basilica della Salute.

SUPPORTO

L’evento rientra nelle attività di Public History and Archaeology ed è supportato da Lido Oro Benon con la presenza di Vittorio Baroni, Università Ca’ Foscari Venezia con gli esperti Diego Calaon archeologo e Martina Bergamo ricercatrice, Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna con la funzionaria Cecilia Rossi.

MERENDA GOLOSA

Al termine della Caccia al Tesoro sui tavoloni del Pachuka sarà offerta una mega merenda golosa per tutti i partecipanti con prodotti di alta qualità BIO, pizza senza glutine e senza lattosio, succhi di frutta, acqua minerale e mele del Trentino.

SLOGAN

Lo slogan coniato per il progetto â€œil mare riceve, il mare restituisce” Ã¨ un concetto che permette di trasmettere il messaggio educativo del riciclo dei materiali grazie ai mattoncini trovati in spiaggia. In questo modo promuoviamo l’Educazione Civica nelle scuole secondo la Legge n. 92/2019. A guardare la storia degli antichi veneziani le loro navi andavano e venivano su e giù per il mare. Al porto di Venezia arrivavano cariche di materiali riciclati dalle rovine delle città greche del Mediterraneo, romane ad esempio di Altino, Adria, Grado, … e bizantine, cioè dell’Impero Romano d’Oriente che aveva come capitale Bisanzio, poi diventata Costantinopoli che è l’attuale Istanbul. Proprio così sono state costruite le basi del Campanile di San Marco alla fine del nono secolo.

TOCHETIN E TOCHETON

Nel 1902 la bambina Gigeta aveva gettato in mare, a 3 miglia davanti al Lido, il primo mattone dlele macerie del Campanile di San Marco. Si era tenuta in tasca un “tochetin”, cioè un pezzettino del Paron de Casa. Era figlia del pittore veneziano Angelo Alessandri, amico dell’archeologo lagunare Giacomo Boni e discepolo dello scrittore inglese John Ruskin. Ricordiamo che il progetto ha permesso di portare alla luce il più grande pezzo esistente del Campanile di San Marco. Lo abbiamo chiamato “tocheton“. Fu riciclato come bene culturale dal celebre Salvatore Arbib ed è conservato a Venezia nel giardino di Palazzo Berlendis di proprietà della famiglia Bognolo. Nel “tocheton”, per fare massa del Paron de Casa, i veneziani avevano incastonato un capitello bizantino.

Link utili per approfondire:

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