20 maggio 2022 📷 FOTO Giornata Europea del Mare con Gigeta e il tochetin del Campanile di San Marco

Cosa mette in relazione il contemporaneo con 1.200.000 mattoni del Campanile di San Marco crollato il 14 luglio 1902?

Le macerie del Paron de Casa, come viene affettuosamente chiamato il Campanile di San Marco da veneziani e veneti, furono inabissate al Lido di Venezia. Il primo mattone lo gettò in acqua la bambina veneziana Gigeta Alessandri, figlia del pittore Angelo che lavorava per lo scrittore britannico John Ruskin. L’evento del 1902, documentato storicamente, avvenne al termine di un poetico viaggio in barca che è stato rievocato dalla piccola di 9 anni Sofia Meconi e dal professor Diego Calaon di Ca’ Foscari. Il percorso di allora, reinterpretato oggi, fu ben descritto dall’archeologo Giacomo Boni. La barca partì da San Marco e arrivò fino alla Bocca di Porto del Lido.

Nella Giornata Europea del Mare sono state anticipate le iniziative per il 14 luglio (120° anniversario del crollo del Campanile) e per il 26 maggio. In Piazza San Marco 9 scuole di Venezia, Burano, S. Erasmo, Mestre, Marghera, Chrignago e Favaro esporranno 9 campanili alti 2 metri e 9 mosaici creati con i pezzettini originali delle macerie del Campanile di San Marco.

GALLERIA FOTO

(Immagini di Nadia De Lazzari, Venezia360, Francesco Costantini, Arianna Torresin, Milady Burbello, Roberto Giuffrè, Studenti Classe 3^ Istituto Marinelli Fonte Engim Veneto, Adriano Baldan, Comune di Venezia)

UNA GIORNATA INDIMENTICABILE

“Oggi, dopo 120 anni – spiega Vittorio Baroni, autore e coordinatore del progetto El Paron de Casa che riunisce decine di organizzazioni partner – riportiamo alla luce e condividiamo quanto successe allora. Puntiamo a comunicare messaggi di rinascita assieme alle scuole e le istituzioni nell’ottica della sostenibilità con il desiderio di sviluppare nuovi obiettivi di cooperazione per la prosperità tra enti, organizzazioni, imprese e territori proprio nel traguardo millenario dei 1600 anni di Venezia”. “Nel Decennio del Mare ONU 2021-2030 – aggiunge Baroni – abbiamo coniato lo slogan « il mare riceve, il mare restituisce » perché il Campanile di San Marco è stato costruito dai veneziani gran ricicloni con i materiali delle città romane in rovina di Altino, dell’Adriatico, greche e bizantine del Mediterraneo. Sono materiali riciclati dalla Serenissima, tra i primi esempi al mondo circa il concetto di circolarità, arrivati a Venezia via mare e che il mare ha nuovamente ricevuto, agli inizi del ‘900 da Gigeta dopo il crollo del Campanile. Tuttavia la materia archeologica non è stata ferma, è ritornata ancora in vita da noi sulla spiaggia al Lido, a raccontarci questa incredibile storia grazie all’energia del mare e la nuova azione delle correnti deviate dalle opere complementari del MoSE”.

“Prosegue il grande progetto storico, educativo e culturale celebrativo di uno dei simboli più importanti della nostra Città, il Campanile di San Marco – sottolinea Linda Damiano, Presidente del Consiglio Comunale di Venezia – con un’iniziativa che unisce e valorizza tante arti rappresentative delle migliori eccellenze del Nord-Est e dell’Italia. L’arte orafa di Venezia e Vicenza, il vetro di Murano, l’antica tradizione calzaturiera della Riviera del Brenta e la sua lavanda, l’arte sartoriale vicentina e dell’Ucraina, assieme quella pasticcera di Marghera unite per raccontare la straordinaria storia della piccola Gigeta. Un patrimonio davvero unico e inestimabile!”.

L’evento del 20 maggio si è svolto con un corteo di imbarcazioni guidate della motonave Osvaldo, scortata da due unità della Guardia Costiera. Sono intervenute autorità civili e militari, tra queste l’Ammiraglio Piero Pellizzari che ha raccolto per tutti il Saluto alla Voce davanti al Morosini ed è stato forte l’applauso di risposta per il 60° Anniversario del Collegio Navale Militare.

La giornalista Nadia De Lazzari ha presentato la bambina del “tochetin del campaniel” tratteggiando un profilo con notizie inedite su Gigeta il cui nome era Luigia, che riposa a Venezia nella cappella privata della famiglia Alessandri al Cimitero Monumentale di San Michele in Isola.

Dopo oltre un secolo il professore di Ca’ Foscari Diego Calaon ha interpretato con voce narrante i testi del suo collega archeologo Giacomo Boni: “Era con noi una bambina veneziana, Gigeta , dolce nel viso e negli occhi come un Bellini, e teneva sulla sponda, avviluppato da frondi di lauro, un mattone sul quale avevo inciso: 14 LUGLIO 1902. Uno dei superbi lateres cocti di Aquileia, colonia-baluardo contro le invasioni barbariche; uno dei mattoni impiegati dai Veneziani nella torre-baluardo, non materiale soltanto, contro altre incursioni. Ad un mio cenno la bambina lo buttò a mare; un tonfo, uno spruzzo, l’affondamento cominciava. Gigeta aveva qualcosa nella manina chiusa «Go un tochetin de maton del campaniel, mi disse guardando lontano al volo dell’alcione»”.

La cerimonia si è svolta al “caregon”, ovvero la zona di mare tra S. Andrea e San Nicolò del Lido di Venezia, sopra un bragozzo di nome “Entusiasmo” restaurato dalla campionessa Gloria Rogliani. Il mattone, che è stato consegnato a Gigeta da Cecilia Rossi portando il saluto in rappresentanza della Soprintendente Emanuela Carpani, era attorniato da una corona d’alloro intrecciata di fiori e spighe della Lavanda del Brenta. Il laterizio antico è poi sceso in mare accompagnato dalla cascata d’acqua del rimorchiatore CMV. Il mattone con la scritta 14 LUGLIO 1902 faceva parte dei materiali analizzati il 7 novembre 2021 nel laboratorio di Public History & Archaeology con l’Università Ca’ Foscari e la Soprintendenza all’Hotel Belvedere del Lido di Venezia.

Le scene sono state immortalate da Francesco Costantini sulla motonave Osvaldo e dai reporter studenti dell’Istituto Marinelli Fonte Engim Veneto a bordo dell’Hydrogen Boat di Longo Trasporti “tecnologia HydroMaverick e gps integrato – ha specificato Gabriele Longo – con l’impianto che genera idrogeno grazie all’innovativa funzione di pulizia del motore diventando parte del carburante nel flusso continuo immesso in camera di scoppio”.

La spettacolare rievocazione storica del 20 maggio, dove è intervenuta Federica Bosello in rappresentanza di Fulvio Lino Di Blasio, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, ha visto la piccola Sofia Meconi indossare creazioni uniche realizzate ad hoc tra Venezia, Murano, Marghera, Vicenza e la Riviera del Brenta.

Abito cucito dalla sarta ucraina Olena Lavrushko, diplomanda agli Istituti Vicenza che sta per diventare modellista sartoriale. “Sono di etnia Lemky, la mia cultura è molto ricca di tradizioni antiche – commenta Olena – che intrecciano in sé amore per la poesia, la musica, l’arte e la natura. La mia passione per la sartoria è nata quando avevo 3 anni vedendo lavorare mia nonna Anna che era sarta di professione”.

Collana e orecchini in argento creati dall’orafo diplomando Dario Masone degli Istituti Vicenza. Inserti in vetro con murrine artigianali del laboratorio Ferro Toso di Murano. “La passione per tutto ciò che è ornamento mi accompagna fin dalla fase adolescenziale – spiega Dario – ed è stato un viaggio in Marocco che mi ha fatto scoprire la gioielleria berbera motivandomi ad intraprendere un percorso formativo dove ho mosso i miei primi passi nell’oreficeria a banco, sbalzo e cesello, smalti a fuoco, cera persa e progettazione 3D”.

Le scarpette ballerine rosa, sono state realizzate a Fiesso d’Artico dal maestro calzaturiero Franco Ballin in pregiata pelle selezionata con inserto di murrine Ferro Toso. “Erede della tradizione nata a Venezia nel XIII secolo, il distretto della Riviera del Brenta è un’eccellenza del Made in Italy che coniuga saper fare, arte, creatività e tecnologia e le calzature di Gigeta, realizzate da CDP Corte Della Pelle Franco Ballin, ne sono la chiara dimostrazione” afferma il Presidente di Acrib Gilberto Ballin”.

Presente anche una rappresentanza di quattro Dirigenti Scolastici degli Istituti partecipanti al progetto: Alessandra Artusi per le scuole di Burano e Sant’Erasmo, suor Beatrice Forin del San Giuseppe Caburlotto di Venezia, Marisa Zanon per Marghera e Marco Vianello per Chirignago. Tutti hanno ricevuto un Leone di San Marco dell’Orafo di Venezia Meneghetti, dalle mani di Valentina Lombardi e Flavio Meneghetti, come speciale riconoscimento per l’impegno ad affrontare con responsabilità lo sviluppo del progetto nella complessa situazione del Covid.

L’evento ha visto la partecipazione dei presidenti delle Municipalità Emilio Guberti di Lido Pellestrina e Raffaele Pasqualetto di Mestre ed è stato trasmesso in diretta Facebook a cura di Venezia360 dalla pagina del progetto El Paron de Casa. Claudio Bordon alla voce e Thomas Menegon al mixer.

Molto apprezzata da tutti la degustazione in anteprima assoluta del dolce “tocheton Arbib”, creato da Roberto Giuffrè della Pasticceria Milady Marghera. Lo Chef ha tratto ispirazione dal più grande pezzo esistente del Campanile di San Marco. Il blocco di 5 tonnellate di mattoni e pietra d’Istria fu salvato nel 1902 dal celebre esploratore ebreo Salvatore Arbib. Da allora è conservato a Venezia nel giardino privato della famiglia Bognolo di Palazzo Berlendis a Dorsoduro. A tal riguardo è stato anticipato che il 14 luglio, dopo la cerimonia in preparazione per la mattina ed altre iniziative collaterali, è prevista una serata speciale al “tocheton Arbib” per celebrare il 120° anniversario esatto nel giorno del crollo del Paron de Casa.

Giovedì 26 maggio in Piazza San Marco si terrà l’evento “Venezia è Favolosa” Festa per la Sostenibilità Agenda 2030. Le scuole di Venezia centro storico, Burano, S. Erasmo, Marghera, Mestre, Chirignago e Favaro esporranno nove campanili di San Marco in miniatura alti quasi due metri creati ex novo da 200 bambini. Un campanile simbolo sfilerà lungo il Canal Grande sopra l’Hydrogen Boat dalle ore 8:30 alle 9:15 per poi unirsi agli altri otto in Piazza San Marco. “L’Ordine Ingegneri Venezia – spiega il Presidente Mariano Carraro – ha patrocinato il progetto e ringrazio i nove ingegneri che hanno aderito all’appello per supportare tecnicamente le scuole: Fabiano Bellante, Valentina Corras, Giacomo De Lazzari, Leandro De Rossi, Giacomo Gianetti, Pierandrea Malfi, Tommaso Marella, Gianluca Pasqualon e Christian Trevisan”.

In Piazza San Marco, a fianco del Caffè Florian che supporta l’evento e dentro un arcipelago di maxi tobleroni colorati, saranno esposti su cavalletti anche 9 originali mosaici. Sono opere straordinarie e uniche realizzate con i tochetini del Paron de Casa trovati dalle scuole durante la Caccia al Tesoro del Campanile di San Marco, svoltasi in occasione della Giornata Nazionale del Mare lo scorso 11 aprile alla spiaggia Pachuka di San Nicolò al Lido di Venezia. I frammenti dei mattoni sono stati trasformati in tessere tipo lego grazie alla maestria di Muffato alle Fondamente Nove. Poi sono state applicate, su disegno dei bambini da Istituti Vicenza, su preziosi tessuti veneziani Rubelli sostenuti da tavole in legno donate dal falegname della Giudecca Mario Bullo del Consorzio Sviluppo Venezia.

Durante la Festa della Sostenibilità l’Associazione Gondolieri porterà una gondola. Le scuole giocheranno al grande gioco “Venezia è Favolosa”, ci sarà un laboratorio educativo esperienziale “costruisci il Campanile di San Marco” con mattoni, malta e cazzuole vere a cura della Ditta trevigiana Gatto. I bambini saliranno a turno sul Campanile di San Marco e degusteranno il tochetin dolcetto picinin in cioccolato che la Pasticceria Milady preparerà in 300 pezzi. Il gioco è formato da 18 grandi caselle in materiale PVC-free create a Quinto di Treviso da Sartori Group. Ogni casella contiene un’icona del Paron de Casa nata dalla matita dei disegnatori veneziani Valerio Held e Maurizio Amendola. Il gioco si presenta tipo scacchiera di Marostica, dove si lancia un enorme dado per poi rispondere a domande sugli obiettivi di Agenda 2030. Il gioco presenta una super casella collegata online a Port Educational dell’Autorità di Sistema Portuale per far conoscere i Porti di Venezia e Chioggia.

Nel brindisi finale della Giornata Europea del Mare è stata esposta in anteprima la “Murrina osella El Paron de Casa” creata da Ferro Toso Murano in vetro fondo blu con bordo di murrine colorate. Nell’occasione l’autore ha inserito nel progetto la proposta espressa da Massimiliano Zane per la creazione di un’osella in Merletto di Burano con raffigurato El Paron de Casa e il profilo di Gigeta. Sarà creata da Ludovica Zane, ovvero la più giovane merlettaia di Burano, su disegno di Sandra Maravacchio.

Progetto sostenuto dal Comune di Venezia nel programma Venezia 1600, con il patrocinio e la collaborazione della Procuratoria di San Marco, Ordine Ingegneri Venezia, Confindustria Venezia. Attività operative in convenzione tra Lido Oro Benon, Università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento Studi Umanistici, Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e la Laguna. Istituti Comprensivi “Dante Alighieri” Venezia, “Cavanis” Venezia, “San Giuseppe del Caburlotto” Venezia, “Ugo Foscolo” Murano Burano Sant’Erasmo, “Francesco Querini” Mestre, “Filippo Grimani” Marghera, “Cristoforo Colombo” Chirignago, “Ilaria Alpi” Favaro. Partner Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Guardia Costiera – Direzione Marittima del Veneto, Famiglia Arbib, APV Investimenti, Gruppo AVM ACTV e VELA, MUVE Fondazione Musei Civici Venezia, Fondazione Archivio Vittorio Cini, Istituto Marinelli Fonte Engim Veneto, Consorzio Maestri Calzaturieri del Brenta, Associazione Gondolieri, A.S.D. Gloria Rogliani. EDISON main sponsor per la Sostenibilità con il supporto di Meneghetti l’Orafo di Venezia, Istituti Vicenza Formazione, Milady Pasticceria Marghera, Mitilla la cozza di Pellestrina, Rubelli, Caffè Florian, Pachuca beach club, Alì supermercati, Muffato marmi e graniti, Ferro Toso Murano, Operatori San Giuliano, Longo Trasporti, Lavanda del Brenta, Corte della Pelle, Veneziana Motoscafi, Dolce Vita Lido, Laguna FLA Group, Sartori Group, Gatto Restauri, Venezia360, Consorzio Sviluppo Venezia.

facebook.com/elparondecasa

elparondecasa@gmail.com

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