Dal 10 al 18 ottobre una rampa temporanea ha permesso alle persone in carrozzina di raggiungere l’ascensore del Campanile di San Marco grazie a un’iniziativa speciale promossa dalla Procuratoria di San Marco per abbattere le barriere architettoniche.
Si è conclusa oggi, domenica 18 ottobre 2026, la sperimentazione “The top for all”, che ha aperto il Campanile di San Marco alle persone con mobilità ridotta e a chi utilizza carrozzine manuali o elettriche. L’iniziativa, promossa dalla Procuratoria di San Marco con la collaborazione del Patriarcato di Venezia, ha affrontato un ostacolo concreto. Raggiungere autonomamente il piano dell’ascensore, superando il dislivello alla base del monumento.
La soluzione è stata una rampa temporanea sul lato destro della Loggetta del Sansovino, accanto all’ingresso ordinario. Il percorso sale parallelo alla Loggetta e alla parete del Campanile, fino alla porticina laterale. Una volta raggiunto l’ascensore, diventa possibile salire alla cella campanaria e guardare Venezia dall’alto.
Durante il periodo sperimentale l’accesso è stato previsto dalle 9.30 alle 20, senza prenotazione e gratuitamente per le persone con disabilità e un accompagnatore. La realizzazione della rampa è stata resa possibile dal contributo della società EPS.
Una pedana, dunque, per aprire una prospettiva. Le cupole della Basilica, Palazzo Ducale, la Piazza, San Giorgio, la laguna. Il servizio TV della TGR Veneto ha raccontato proprio questo passaggio, dalla difficoltà di superare l’accesso rialzato alla possibilità di raggiungere il panorama. Un problema particolarmente rilevante per le carrozzine elettriche, il cui peso rende arduo il sollevamento.
Il test rientra in “Venezia accogliente”, il progetto strategico biennale della Procuratoria dedicato alla fruibilità della Basilica e del Campanile per le persone con disabilità motorie e sensoriali. Gente Veneta riporta che il Primo Procuratore Bruno Barel ha indicato nel confronto con la Soprintendenza il passaggio necessario per valutare la possibilità di mantenere la pedana anche in futuro. La sperimentazione rappresenta quindi una prima verifica, mentre restano da definire le soluzioni successive.
La questione riguarda insieme autonomia delle persone e tutela del monumento perché c’è l’esigenza di studiare un accesso meno impattante, compatibile con il contesto di Piazza San Marco. È su questo equilibrio che dovrà misurarsi il progetto futuro.
Il percorso coinvolge l’Università Iuav di Venezia e l’Università degli Studi di Udine, impegnate nello studio di interventi per superare le barriere anche in Basilica. Un precedente concreto risale al 2025, con l’installazione nel Museo di un modello tridimensionale tattile della Basilica, destinato alle persone cieche e ipovedenti. L’orizzonte indicato dalla Procuratoria comprende l’Anno Marciano, da ottobre 2027 a febbraio 2029.
Per chi segue la storia del Paron de Casa, questa prova aggiunge una pagina al rapporto tra il Campanile e le persone. Ora serve darle continuità. L’auspicio è che l’esperienza di questi giorni aiuti a costruire un accesso stabile, rispettoso del monumento e capace di rendere quella vista parte della vita di tutti.
COME RAGGIUNGERE SAN MARCO: LE INDICAZIONI DELLA PROCURATORIA
L’accessibilità comincia dal viaggio verso la Piazza. Nella pagina dedicata a “The top for all”, la Procuratoria di San Marco ha pubblicato mappe e schede informative per aiutare le persone con disabilità motoria e i loro accompagnatori a organizzare il percorso.
Da Piazzale Roma, dalla stazione ferroviaria e dal Tronchetto viene indicato l’utilizzo dei mezzi di navigazione ACTV per raggiungere gli approdi vicini a San Marco. Le schede distinguono i tragitti senza ponti e gradini da quelli che prevedono ponti con rampe o gradino agevolato, segnalando anche un percorso riservato a chi conserva una mobilità residua.
Pubblichiamo di seguito le immagini informative della Procuratoria, con gli approdi e i percorsi descritti. Prima del viaggio è opportuno verificare sul sito ACTV eventuali aggiornamenti delle linee e delle fermate. Le indicazioni comprendono anche l’ingresso accessibile alla Basilica attraverso la Porta dei Fiori, distinto dall’accesso sperimentale al Campanile. Mappe e informazioni della Procuratoria di San Marco:




L’ASCENSORE DEL PARON DE CASA È UN’IDEA NATA NEL 1892
La storia dell’ascensore del Campanile di San Marco comincia prima del crollo del 1902.
La racconta il capitolo 7 di “Venezia è favolosa. In viaggio verso la sostenibilità”, il libro di Vittorio Baroni e Nadia De Lazzari, illustrato da Valerio Held e Maurizio Amendola e pubblicato da Armando Curcio Editore.

Per secoli la salita avveniva attraverso una successione di piani inclinati con pianerottoli d’angolo. Un percorso faticoso, ripagato dalla vista sulla città e sulla laguna. Nel 1892 Pietro Saccardo, ingegnere e primo architetto della Fabbriceria di San Marco, propose di installare un ascensore. I problemi di statica del Campanile portarono però alla sospensione del progetto.
L’occasione arrivò con la ricostruzione. Per trasportare operai e materiali, compresi i grandi blocchi di pietra destinati al cornicione e alla cella campanaria, venne impiegato un elevatore Stigler capace di sollevare fino a quattro tonnellate. I suoi macchinari furono successivamente convertiti e adattati al trasporto dei visitatori.
Il libro descrive un ascensore da dodici persone, capace di raggiungere lo spazio sotto le campane in appena trenta secondi. Una storia di ingegno che oggi incontra una nuova esigenza. Rendere accessibile anche il percorso dalla Piazza alla cabina, perché la possibilità di ammirare Venezia dall’alto comincia proprio da terra.
Sintesi tratta dal capitolo 7 “Ascensore”, pagine 50–53 del libro “Venezia è favolosa. In viaggio verso la sostenibilità”, di Vittorio Baroni e Nadia De Lazzari, con illustrazioni di Valerio Held e Maurizio Amendola. Armando Curcio Editore, 2024.
